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Dal Progetto Special Wheat alla filiera del grano di qualità

da Redazione

Ricerca universitaria e sperimentazione scientifica a servizio dell'agricoltura: è stato presentato questa mattina nello Spazio Incontri della Fondazione CRC il momento conclusivo del progetto triennale "Specialwheat", finanziato dalla Fondazione CRC e dedicato alle Filiere avanzate per la produzione di frumenti speciali per l'industria alimentare.

Capofila del progetto il Dipartimento di Scienze Agrarie dell'Università degli Studi di Torino, che ha coinvolto gli attori più importanti del territorio: Coldiretti Cuneo, che si è avvalsa dell'assistenza tecnica dell'Agenzia 4A per seguire le imprese che hanno aderito al progetto, il Consorzio Agrario delle Province del Nord Ovest, che ha evidenziato l'importanza del disciplinare di produzione e della qualità nello stoccaggio per mantenere elevata la qualità del prodotto. Hanno partecipato ai lavori anche il Dipartimento di Scienze Chimiche di Parma, che nell'ambito del progetto ha eseguito le analisi di laboratorio sulla qualità delle farine e il Molino Valente in rappresentanza del mondo della trasformazione.

Hanno aperto i lavori Delia Revelli, presidente di Coldiretti Cuneo, Giandomenico Genta, presidente della Fondazione CRC e Tonino Gai, presidente del Consorzio Agrario delle Province del Nord Ovest.

"Questo progetto - commentano Delia Revelli, presidente, e Tino Arosio, direttore di Coldiretti Cuneo -  ha confermato quanto di buono fatto fin ora dalla filiera grano in termini di quantità e qualità in questi anni: un esempio virtuoso che è stato possibile raggiungere lavorando insieme e valorizzando una produzione che in poco più di dieci anni è diventata d'eccellenza per il nostro territorio. Grazie alle progettualità sviluppate da Coldiretti, la produzione di grano di qualità dal 2003 al 2015 è passata da meno di tremila quintali a duecentomila quintali, coinvolgendo da una trentina di aziende alle 340  di oggi".

"La qualità del frumento di base è dominata dal prezzo e su questo fronte  siamo e saremo sempre meno competitivi - ha spiegato nel suo intervento il prof. Amedeo Reyneri, del DISAFA, coordinatore del progetto -  da qui la necessità di orientarci verso la qualità e la distintività in modo elastico e coordinato con la filiera".

La strategia vincente del progetto è stata quella di slegare il prodotto dal mercato del frumento comune, portando il grano da “commodity” a “specialty” e ora si guarda al futuro, puntualizza  Lorenzo Martinengo, coordinatore del Servizio Tecnico di Coldiretti Cuneo:  “Con l'obiettivo di massimizzare il reddito delle aziende agricole coinvolte, puntando sulla qualità e su ulteriori progetti di filiera per creare un vero e proprio "Polo della qualità" nel settore cerealicolo, in grado di produrre la più ampia gamma di frumenti speciali, modellandosi sulle esigenze del mercato".

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