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40mo anniversario di Stars Wars

di Piero Giuseppe Goletto

Mentre è imminente l’uscita del nuovo episodio di Guerre Stellari, non ci è sfuggito che questa saga compie nel 2017 il 40° anniversario. 

Questa saga, che si svolge “tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana” è una storia collocata al di fuori del tempo, che deve molto alle fiabe, alle epiche medievali delle quest e delle leggende arturiane, ma anche della filosofia orientale, i film di Kurosawa (i Jedi ricordano i samurai) e i western di Sergio Leone. La saga è strutturata in 6 film prodotti tra il 1977 e il 2005, più libri, giochi di ruolo, libri, cartoni animati,serie tv, giocattoli e altri gadget. In più la fanfiction.

Il primo film è la più classica delle favole (l’eroe che va a salvare la principessa); Luke Skywalker vive nella prima trilogia un percorso di maturazione non scevro da momenti drammatici come l’incontro con suo padre Dart Vader. La seconda trilogia – che si colloca vent’anni prima del primo “Guerre Stellari” vede la maturazione di Anakin Skywalker. Guerre Stellari è un’avventura epica i cui eroi (Luke, Anakin) vengono scaraventati dentro situazioni molto al di sopra delle loro attuali forze.

Lo schema è il “viaggio dell’eroe” che sintetizziamo: l’eroe viene chiamato all’avventura e incontra un mentore, viene sottoposto ad alcune prove al termine delle quali ha una prima ricompensa; affronta la prova definitiva e torna rinato e cambiato.

Star Wars è sia fantascienza che fantasy. George Lucas dichiarò nel 1974 su Film Quarterly che si trattava di space opera come lo sono Flash Gordon e Buck Rogers, di cappa e spada, di fantasy e astronavi che sparano. Ma anche, aggiungiamo noi, di una storia che ha molto che vedere con il Signore degli Anelli.

La storia narrata può infatti essere letta come un percorso di formazione che li strappa dalla vita quotidiana (il tema della ricerca e del rapporto con la figura paterna è fortemente presente in Star Wars) e li obbliga a confrontarsi con la lotta tra il bene e il male, che viene presentata in modo spesso schematico e manicheo.

Questo è high fantasy anche se si svolge in mezzo alle astronavi: gli eroi di Lucas conoscono il sacrificio e il dolore dell’esperienza, che non affrontano da soli perché costituiscono una compagnia e ci basterebbe evocare il primo “Star Wars” con lo sfrontato contrabbandiere Han Solo, la risoluta principessa Leia, l’istintivo Chewbecca, il prudente droide protocollare C3-PO e il coraggioso R2-D2.

Chi indica loro la via, il loro mentore, coerentemente con la presenza della Forza (che evoca le filosofie orientali) è un maestro Yoda (Obi-Wan Kenobi). Questi maestri sapienti consigliano con lungimiranza e prudenza rispettando il temperamento del discepolo. Il mentore è la figura da cui non si può prescindere e nella letteratura fantasy ha sempre le caratteristiche del mago. Il suo compito, analogamente alla filosofia Zen, è portare l’allievo alla comprensione. Questi elementi (la compagnia, il mentore) sono i più appariscenti punti di contatto con il Signore degli Anelli. In realtà, ribadiamo, entrambi i racconti rappresentano il “viaggio dell’eroe” e, pertanto, queste analogie sono in certo senso naturali.

Cosa induce a vedere in Star Wars l’elemento fantastico è la Forza: un elemento soprannaturale, che si può interpretare sia in senso magico che religioso, e si colloca perciò al di fuori della scienza ed influenza tutti i personaggi. La Forza è misteriosa e il misticismo Jedi è un credo religioso o filosofico.

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