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Japan Day al Mufant

di Piero Giusepe Goletto

Il MUFANT (Museo del Fantastico e della fantascienza di Torino) non è un museo come gli altri. E’ un laboratorio di conoscenza dell’immaginario ed è un luogo di confronto e di studio.

Lo scorso Sabato 27 Gennaio 2018 si è tenuto presso il Mufant il “Japan Day”, giornata dedicata al Giappone, tra arte, anime, manga e cosplay. Il festeggiato è Goldrake, ricorrendo il 40° anniversario della prima trasmissione in Italia della serie televisiva “Atlas Ufo Robot”. Ci concentriamo, qui, sulle conferenze.

Nella conferenza “C’era una volta Goldrake” a cura di James Garofalo, Presidente di “Amici di Go Nagai” e dell’autore del libro omonimo Massimo Nicora si è ricostruita la storia dell’arrivo di questo anime in Italia.vCerto, nello stesso periodo era arrivata Heidi, ma si trattava dell’adattamento a cartoni animati di un libro per bambini europeo.

 

Goldrake è una “cosa nuova” che gli adattatori italiani affrontarono con notevole impegno, mantenendo il più possibile la nomenclatura originale giapponese e non apponendo alcuna censura benché diverse scene risultassero certamente più dinamiche e in taluni casi più violente di quanto si vedeva nei cartoni animati del periodo. Del resto la serie originale “Ufo Robot Grendizer” è destinata a un pubblico di adolescenti o giovani e non a bambini.

E’ stato riferito che “Atlas Ufo Robot” deve il nome alla proposta di un doppiatore al quale “suonava bene” questa denominazione Vero è che l’adattamento italiano ha ripreso una parte dei nomi francesi (Actarus, Alcor, Venusia, Rigel, Mizar, tra gli altri) mantenendo per i nemici di Vega la fedeltà ai nomi originali giapponesi. Lo stesso nome “Goldrake” sembra essere l’adattamento italiano del nome francese “Goldorak”.

In realtà la serie – è stato fatto osservare – è stata acquistata da Antenne 2 dopo che, in occasione di una fiera settoriale (presumibilmente il MIFED a Milano nel 1977) i funzionari RAI Nicoletta Artom e Sergio Trinchero ebbero l’occasione di vedere alcuni spezzoni; essi seppero intuire il successo di questa serie e coglierne alcuni contenuti. Ci riferiamo in particolare al messaggio di non violenza: nell’ep22 Actarus dice che la violenza è sbagliata come soluzione, e può essere usata solo come ultima risorsa e indica con la metafora del fiore in mezzo alla neve la via della pazienza e della fiducia in mezzo alle tribolazioni. Actarus non odia i veghiani; non li considera nemici; sente il dovere di difendere la Terra, ma preferirebbe non combattere.

Di interesse anche la conferenza “il mondo dei Cel” di Fausto Avaro. Fausto Avaro è uno dei più celebri cosplayer di Actarus ed è collezionista dei cel della serie. I Cel non sono altro che i rodovetri, fogli di acetato che vengono utilizzati per realizzare le animazioni. Fausto Avaro ha presentato il modo come venivano (e tuttora vengono realizzati) i cartoni animati con la tecnica tradizionale. Ne offriamo di seguito un cenno.

I personaggi si muovono su fondali che di norma sono dipinti con l’acquerello e sono disegnati su questi rodovetri. Ogni fotogramma è associato ad uno specifico rodovetro che, in sintesi, viene realizzato dapprima attraverso un disegno a matita che viene riprodotto sul foglio di acetato. Il rodovetro viene colorato sul lato opposto a quello di stampa applicando un colore alla volta (lo stesso) a tutti i rodovetri della stessa animazione. Sul rodovetro c’è solo l’elemento animato, sicché un singolo fotogramma può

essere composto sovrapponendone più di uno. Alcuni rodovetri sono riutilizzati più volte; ve ne sono alcuni che fanno da riferimento per il disegno dei personaggi e dei mecha (i robottoni).

 

Successivamente alla conferenza di Fausto Avaro è toccato a Filippo Petrucci, Vice Presidente di Eva Impact illustrare il modo come l’opera di Go Nagai, autore di Goldrake e della serie di Mazinga, ha influenzato Neon Genesis Evangelion, venuta quasi trent’anni dopo. Go Nagai è un grande maestro dell’animazione giapponese insieme a Lejii Matsumoto e a Hayao Miyazaki. Nel caso di Neon Genesis Evangelion, che è una serie di fantascienza distopica, viene messo in luce come l’autore Hideaki Anno si sia posto in piena continuità con Go Nagai. Del resto il punto di partenza di questo Autore giapponese va ricercato nella fantascienza americana degli anni 50; è però inedito il trattamento: attacchi alla Terra, partendo dal Giappone, provenienti da potenze aliene o provenienti da civiltà perdute; la difesa affidata a robot antropomorfi il cui disegno è debitore degli abiti degli antichi samurai; armi leggendarie; il pilota collocato nella testa del mezzo.

Da segnalare la partecipazione di Liliana Sorrentino, doppiatrice e voce di uno sterminato elenco di

personaggi tra cui Joanie (Happy Days), Maria Grazia Fleed (la sorella di Actarus) e Pollon. La Sorrentino ha svolto un excursus sul lavoro di doppiaggio, mettendo in luce come il lavoro dei doppiatori italiani sia apprezzato in tutto il mondo, ricostruendo la sua esperienza di doppiatrice e rispondendo alle domande del pubblico. Il suo intervento è stato introdotto e concluso da scroscianti applausi: del resto, quella di Liliana Sorrentino è una delle voci che hanno accompagnato l’infanzia dei presenti. La partecipazione di Liliana Sorrentino è stata omaggiata tra l’altro dall’intervento di diversi cosplayer rappresentativi di personaggi delle serie animate da lei doppiate.

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