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Silos Hennebique: parte il progetto di recupero

di ACG

Dopo 40 anni parte il progetto di recupero del Silos Hennebique: è stato siglato nei giorni scorsi l’intesa per la valorizzazione della struttura a Ponte Parodi nel Porto di Genova, in disuso dal 1970. Si tratta del primo step di un percorso che durerà un anno di studi e di ricerca per stabilire, insieme a tutti gli Enti coinvolti, sia le condizioni di conservazione e di tutela del silos, sia la possibilità di intervento e di riutilizzo dei “Silos Granari di Genova”.

L’intesa è stata sottoscritta alla presenza dal Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, dal Presidente dell’Autorità di Sistema del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini, dal Sindaco di Genova Marco Bucci, dal Soprintendente ai Beni Archeologici, Belle Arti e Paesaggio Vincenzo Tiné e dal direttore del Dipartimento di Architettura e Design dell’Università di Genova Enrico Dassori.

L’Accordo Quadro che Regione Liguria, Autorità di Sistema Portuale di Genova e Savona, Comune di Genova, Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio  con la collaborazione del Dipartimento di Architettura e Design dell’Università di Genova ha proprio lo scopo di stabilire in via definitiva le regole per la tutela del bene e al tempo stesso tutti gli interventi, anche a carattere trasformativo, che possono essere realizzati sull’edificio così da eliminare qualsiasi incertezza al riguardo.

“Oggi abbiamo fatto una cosa che non si era mai fatta in questa regione e in questa città – ha spiegato il Presidente della Regione Giovanni Toti – Un accordo quadro tra tutte le amministrazioni competenti che sarà fondamentale non solo per l’estetica, ma per la funzionalità della città e ci siamo dati massimo un anno, ma io credo sarà molto meno, per stabilire quali sono i vincoli, all’interno dei quali privato e pubblico dovranno agire per valorizzare quell’immobile che è uno scandalo sia rimasto così per 30 anni. Nel giro di qualche mese saranno resi noti i vincoli da rispettare per cui l’immobile sarà messo a gara a e disposizione per coloro che avranno un progetto di sviluppo legato all’occupazione di questa città per ristrutturarlo e per gestirlo”. La scelta fatta oggi rappresenta la prima volta in cui tutte le parti in causa concordano di collaborare per arrivare al riutilizzo dell’edificio liberty in cemento armato costruito del 1901 da Giovanni Antonio Porcheddu come deposito di granaglie e collocato sulla calata Santa Limbania del porto antico di Genova.

Il suo nome, Hennebique, gli deriva da uno degli inventori del calcestruzzo armato che lo realizzò alla fine dell’800 (1901). Si tratta del primo esempio a Genova di costruzione integralmente realizzata in calcestruzzo armato, utilizzato per il deposito di granaglie provenienti dai traffici marittimi e dismesso negli anni ’70.Dopo questa data e, a partire dal 1992 con l’Expo sono iniziate le riflessioni sull’utilizzo di tutta l’area del Porto antico che aveva perso la sua antica utilità e molte idee si sono succedute per far rivivere Hennebique

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