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Istat, Eurostat: ultimi dati su inflazione e disoccupazione

da Redazione*

L’Istat ha pubblicato i dati relativi alla disoccupazione e all’andamento dell’inflazione. Arrivano I segnali sono positivi per l’occupazione a giugno, mentre l’inflazione rallenta ancora a luglio, frenando per il terzo mese consecutivo ed attestandosi all'1,1% (era all'1,2% a giugno).

 E ciò è dovuto in particolare ai beni energetici, ai servizi per i trasporti e alle comunicazioni. “L'inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,2% per l'indice generale e +0,8% per la componente di fondo”.


Nel frattempo  il centro statistico europeo, Eurostat, indica un andamento stabile dell’inflazione nella zona euro, che rimane stabile a luglio all'1,3%. Nelle sue componenti, il tasso più elevato è registrato dal settore energetico (2,2%, contro l'1,9% a giugno), seguito dai servizi (1,5%, rispetto a 1,6% a giugno), e da alimentari, alcol e tabacco (1,4%, stabile).

Per quanto riguarda invece l'occupazione, l'Istat rileva un aumento deii dipendenti a termine, sono stabili i dipendenti a tempo indeterminato mentre diminuisce il numero degli indipendenti.

Il tasso di disoccupazione a giugno scende all'11,1% in calo di 0,2 punti su maggio. Si torna allo stesso valore di aprile, che corrisponde ai livelli di settembre-ottobre 2012.
Secondo Eurpstat la disoccupazione nella zona euro è scesa a 9,1% a giugno, dal 9,2% di maggio, segnando il tasso più basso da febbraio 2009.

 La disoccupazione più bassa a giugno è in Repubblica Ceca (2,9%), Germania (3,8%) e Malta (4,1%). La più alta in Grecia (21,7%) e Spagna (17,1%). L'Italia, come conferma l'Istat, è a 11,1%.

Per l'Istat in Italia aumentano gli occupati di 23mila unità sul mese per effetto dell'aumento dei contratti a termine (+37mila). Il numero dei dipendenti a termine a giugno raggiunge quota 2,69 milioni, il valore più alto dal 1992. In calo la disoccupazione per i giovani (15-24 anni) al 35,4%, -1,1 punti percentuali su maggio.

 Ma è il tasso di occupazione delle donne (15-64 anni) a giugno a far registrare un vero e proprio balzo al 48,8%: è il valore più alto dal 1977.


In base ai dati Eurostat la disoccupazione giovanile a giugno nella zona euro è calata a 18,7%, dal 19% di maggio. Il calo di quella italiana, dal 36,5% di maggio al 35,4% di giugno, è il più elevato tra i Paesi dell'Ue.

Ma resta comunque il terzo dato più elevato dopo Grecia (45,5%) e Spagna (39,2%). La disoccupazione giovanile più bassa è in Germania (6,7%), Austria (8,4%) e Olanda (8,9%).

 La lieve crescita congiunturale dell'occupazione – spiega l’Istat - è interamente dovuta alla componente femminile, mentre per gli uomini si registra un modesto calo, e interessa i 15-24enni e i 35-49enni.

Nel periodo aprile-giugno si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,3%, +64 mila), determinata dall'aumento dei dipendenti, sia permanenti sia, in misura maggiore, a termine.

Dopo l’incremento rilevato a maggio, la stima delle persone in cerca di occupazione a giugno cala del 2,0% (-57 mila), tornando su un livello prossimo a quello di aprile. La diminuzione della disoccupazione interessa uomini e donne ed è distribuita tra tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione scende all'11,1% (-0,2 punti percentuali); anche il tasso di disoccupazione giovanile torna a scendere (-1,1 punti), attestandosi al 35,4%.

Su base annua si conferma l'aumento del numero di occupati (+0,6%, +147 mila). La crescita, è determinata principalmente dalle donne e riguarda i lavoratori dipendenti (+367 mila, di cui +265 mila a termine e +103 mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-220 mila).

 

 A crescere sono gli occupati ultracinquantenni (+335 mila) a fronte di un calo nelle altre classi di età (-188 mila). Nello stesso periodo diminuiscono i disoccupati (-5,6%, -169 mila) e gli inattivi (-0,6%, -80 mila).

Inoltre l’Istat indica i dati preliminari dell’inflazione relativi al mese di luglio 2017. L'indice nazionale dei prezzi al consumo aumenta dello 0,1% su base mensile e dell'1,1% rispetto a luglio 2016 (era +1,2% a giugno).

 

L'ulteriore rallentamento dell'inflazione è ascrivibile – secondo l’Istat - “per lo più ai prezzi dei Beni energetici, sia regolamentati (+5,1% da +6,2% di giugno) sia non regolamentati (+2,1% da +2,9%) e a quelli dei Servizi relativi ai trasporti (+3,2% da +4,1% del mese precedente), cui si aggiunge la flessione dei prezzi dei Servizi relativi alle comunicazioni (-1,3% da +0,1%)”.

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