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Spiagge: 11 mila bagnini controllano i litorali italiani

da Redazione

 E’ di qualche giorno fa la pubblicazione dei dati relativi alla ricerca effettuata da Cna Balneatori sulla composizione del personale impegnato sui litorali marittimi come su fiumi e laghi interni, piscine e parchi acquatici. I dati non nascondono le sorprese sul piccolo esercito (circa 11 mila) regolarmente assunti nel nostro paese.

Il 6,84% dei bagnini non è nato in Italia. La diffusione dei bagnini immigrati presenta un andamento molto difforme. In Friuli Venezia Giulia rappresentano il 21,2% del totale. Sul podio salgono anche la Liguria (14,37%) e, ancor più distanziata, la Sardegna (8,77%). A seguire Veneto (7,57%) e Puglia (6,77%).

Nello specifico il 49% è nato nei Balcani, il 41% nell'Europa dell'Est, il 10% dal resto del mondo con una spiccata presenza (6%) dei nordafricani. A questo punto immigrati a parte, qual è il profilo del bagnino italiano? Il 76% dei bagnini (dati Istat) conta meno di quarant'anni e il rimanente 24% ha superato gli 'anta'. Un'attività che attrae i giovani, quindi. Ma non i giovanissimi: solo il 14,5% dei bagnini ha meno di 24 anni.
Il 2,2% degli occupati (dati Unioncamere) ha un contratto a tempo indeterminato e i rimanenti sono lavoratori stagionali. Il bagnino deve aver completato la scuola dell'obbligo e frequentato un corso specializzato di alcuni mesi alla Federazione italiana nuoto o alla Società nazionale di salvamento, dal costo di circa 400 euro. Al termine del corso di formazione si affronta un esame e, se lo si 
supera, si ottiene il brevetto. Il livello d'istruzione della categoria è mediamente elevato: solo il 22,6% si è fermato alla scuola dell'obbligo, il 51,4% possiede un titolo professionale e il 26% ha conseguito un diploma secondario. Non mancano gli universitari e i laureati.

E le donne? Tante, il 14% del totale, di cui il 7% è nato in Italia. A sfoggiare più donne occupate professionalmente nel salvamento è la Calabria (con il 21,2% di bagnine, oltre una su cinque addetti), seguita da Trentino Alto Adige (8,3%), Campania (6,5%), Emilia Romagna (6,1%) e Veneto (5,2%). Che cosa li attira nell'attività di bagnino? Oltre, ovviamente, alla passione per l'acqua, il nuoto e l'aria aperta, uno stipendio medio base di 1200 euro per almeno quattro mesi all'anno cui si aggiunge l'indennità di disoccupazione per un altro trimestre.

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