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Eurostat: indagini su neet e social

di Alessandro Claudio Giordano

Sappiamo dell’aridità dei numeri e delle statistiche, ma spesso sono utili proprio perché ci consentono di scattare una fotografia, che ritrae verosimilmente una situazione aiutandoci ad analizzarla meglio, dando un peso specifico proprio ale cifre.

Così mentre discutiamo di Europa, non ci rendiamo conto di esserne già per certi apetti fuori. Basta sfogliare l’Eurostat Regional Yearbook per desumerne conclusioni preoccupanti. Siamo il Paese in Europa con la più alta percentuale di neet under 35, di cui 50.000 lasciano il paese ogni anno il 39% della totalità) e di questi il 30% è laureato. Passando ad un analisi di carattere più specifica del territorio, la Sicilia è tra le regioni in Europa che ha il maggior numero di giovani “neet" (giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono iscritti a scuola né all'università, e non lavorano).

Secondo questo studio la Sicilia nel 2017 ha il dato (39,6%) peggiore d'Europa continentale, seguito a ruota dal 38,6% della Campania, peggio solo la Guyana francese con il 45,4%. Fra le 11 regioni con il più alto tasso di neet in Europa, quattro sono del Mezzogiorno: oltre a Sicilia e Campania anche Puglia (36,4%) e Calabria (36%)

Eurostat rileva ancora che nel 2017 la Puglia si è piazzata al terz'ultimo posto della graduatoria Ue sull'uso dei social, preceduta dalle due regioni francesi di La Reunion (34%) e Limousin (35%).

 

 

Passando poi alla rete Secondo Eurostat le piattaforme come Facebook, Twitter e Instagram sono il passatempo preferito di oltre la metà (54%) dei cittadini Ue di età compresa tra i 16 ei 74 che navigano su Internet tramite smartphone, tablet e pc.

 

Particolarmente amanti dei social sono gli abitanti del Nord Europa: lo scettro dei più connessi va alla regione di Mellersta Norrland in Svezia (85%), seguono la regione capitale danese di Hovedstaden (79%) e, appaiate al 76%, le Fiandre Orientali in Belgio, la regione capitale svedese di Stoccolma, e il Galles nel Regno Unito.

Le prime regioni italiane in classifica arrivano alla soglia del 50%, con Emilia-Romagna e Marche al 48% e Liguria al 47%. 

 

Sono in fondo alla classifica Ue, insieme alla Puglia, altre due regioni francesi rurali, Poitou-Charentes e Basse-Normandie, e il Brandeburgo in Germania, con un tasso di partecipazione ai social del 38%.

 

Nostro malgrado e dati alla mano il paese Italia, non è appetibile perché mancano le condizioni per rimanere e lavorare in un contesto organizzato e di prospettiva. Mancano le strutture e soprattutto non c’è mai stata ed ancor oggi manca la precisa volontà di investire sui giovani (se per giovani si intendono laureati di 30 o 35 anni. Vero le cinquanta mila unità che lasciano il paese acquisiranno maggior preparazione ma torneranno? Vedremo ma questi numeri suonano come sconfitta per il nostro paese e la nostra società.

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