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Istat: ecco i dati sulla mobilità quotidiana

da Redazione

“La percentuale di pendolari è più elevata nelle regioni del Nord e del Centro e nei comuni di grandi dimensioni.

Le province autonome di Bolzano e Trento (rispettivamente con valori di 61,3% e 60,8%), la Lombardia (59,2%) e il Veneto (59,1%) mostrano la più alta incidenza mentre nelle regioni del Sud e nelle Isole gli spostamenti quotidiani coinvolgono meno della metà della popolazione”, lo rileva l’Istat nell’indagine sulle nuove forme di mobilità nel nostro Paese.

Tra gli altri dati si rileva che oltre un terzo della popolazione residente (35,5%) si sposta per motivi di lavoro, l’incidenza più alta si registra in Lombardia ed Emilia Romagna (rispettivamente 41,9% e 41,5%). Il 18,5% si sposta invece per motivi di studio, con percentuali superiori al 20% in Campania, nel Lazio e nelle province autonome di Bolzano e Trento.

Nel 2017 si stima che sono state circa 30 milioni le persone che si sono spostate ogni giorno per raggiungere il luogo di studio o di lavoro: oltre un terzo della popolazione (il 35,5%) si sposta per motivi di lavoro, il 18,5% per motivi di studio.

Il pendolarismo riguarda oltre la metà della popolazione residente nelle regioni del Nord e nei grandi comuni; percentuali più basse si registrano nel Mezzogiorno e nei comuni di piccole dimensioni.

Negli ultimi dieci anni sono diminuiti gli spostamenti di durata inferiore ai 15 minuti (dal 49,1% del 2007 al 45,9% del 2017) e sono aumentati quelli diretti fuori comune (dal 41,6% al 44,3%), soprattutto per motivi di lavoro.

Nella graduatoria per le scelte di mobilità sostenibile, la provincia autonoma di Bolzano risulta il territorio più virtuoso poiché registra le quote più alte di occupati che vanno a lavoro a piedi (22,5%) o in bici (5,7%).

Si parla che di forma attiva di mobilità, in Puglia e Campania oltre un terzo degli studenti e circa il 18% degli occupati scelgono soprattutto gli spostamenti a piedi e, in modo marginale, la bicicletta. L’Umbria è invece la regione in cui la conformazione del territorio, in prevalenza collinare e montuoso, limita molto la possibilità di spostarsi a piedi o in bici. L’uso combinato del trasporto pubblico e privato è più frequente in Liguria (6,5%) mentre Molise, Lazio e Lombardia si distinguono per le quote più alte di persone che utilizzano solo il trasporto pubblico

Il 51,6% degli occupati si sposta al di fuori del proprio comune e circa uno su tre impiega meno di 15 minuti per raggiungere la destinazione. Si muove solo nell’ambito del proprio comune il 68,6% degli studenti e il 60,0% ha tempi di percorrenza inferiori ai 15 minuti.

L’81,6% delle persone usa almeno un mezzo di trasporto per recarsi a scuola o a lavoro, soprattutto l’automobile, utilizzata dal 69,2% degli occupati come conducenti e dal 37,0% degli studenti come passeggeri.

Tra gli occupati il 73,7% usa esclusivamente mezzi privati per i propri spostamenti il 7,0% soltanto mezzi pubblici e il 4,1% mezzi sia pubblici sia privati. Tra gli studenti, il 38,3% usa unicamente mezzi privati, il 26,6% mezzi pubblici e il 6,1% entrambi. Si spostano a piedi il 12,0% degli occupati e il 27,9% degli studenti.

Quasi una persona si cinque (19,1%) sceglie una forma “attiva” per gli spostamenti: va a piedi il 17,4% e in bici l’1,7%. È in leggero aumento la quota di coloro che si spostano a piedi – dal 16,2% del 2007 al 17,4% del 2017 – mentre è sostanzialmente stabile l’uso del mezzo privato.


Persone che si spostano abitualmente per motivo, destinazione e durata

 

fonte ISTAT e www.regioni.it

 

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