Altraidea-Cuneo.it periodico on line di informazione e di cultura

Sophia: l’androide femmina.

di Piero Giuseppe Goletto

Sophia è il nome di uno tra i più sofisticati robot androidi (cioè di sembianze umane) esistenti. E’ costituita da un tronco e da un viso realizzato in materiale plastico e può simulare moltissime espressioni facciali.

Il suo costruttore, Hanson Robotics, aveva iniziato creando animatroni. Questi sono particolari automi in grado di eseguire movimenti e scene ripetitive; li si trovano nei parchi Disney e chi scrive ebbe l’esperienza di vederli in azione, oltre vent’anni fa, nel Rock & Roll Museum di Londra.

Sophia viene presentata come robot social, può processare dati visivi e reagire all’ambiente circostante, è in grado di riconoscere le emozioni umane e rispondere in tempo reale, sorridendo e cambiando espressione facciale. Il suo progettista – David Hanson – attribuendo a Sophia un viso con una vaga somiglianza con

Audrey Hepburn – ha tentato di superare l’effetto inquietante che scaturisce dal vedere un androide con fattezze umane. Per capire cosa sia Sophia in realtà – e come può evolvere – occorre però risalire alle ricerche che sono state fatte da più di mezzo secolo sulla comprensione del linguaggio naturale. In particolare occorre risalire a Eliza, programma che simulava uno psicoterapeuta in buona parte rispondendo al paziente con domande

ottenute dalla riformulazione delle affermazioni del paziente stesso. Eliza procedeva analizzando e sostituendo semplici parole chiave in frasi preconfezionate. E’ possibile che alcuni meccanismi di Eliza siano stati utilizzati per realizzare i primi videogiochi di avventura; di sicuro Don Daglow, che inventò “Dungeon”, primo gioco di questo genere, scrisse una versione più evoluta di Eliza.

Sophia è progettata in modo da poter recitare un testo o rispondere in modo preconfezionato a domande o frasi contenenti parole chiave specifiche (come fanno i chatbot utilizzati anche in contesti commerciali). Questo fa sì che si crei l’illusione dell’intelligenza perché l’uomo tende ad attribuire il carattere di intelligenza a fronte di risposte coerenti con le domande avanzate. Nel caso di Sophia, un sistema basato sul cloud consente il riconoscimento vocale (con la tecnologia di

Google) e dispone di funzioni di apprendimento automatico che le consentono di accrescere la sua conoscenza.

Sophia in realtà è anzitutto una piattaforma di ricerca sull’intelligenza artificiale; il fatto che si tratti di un androide aggiunge teatralità; non è da sminuire il fatto che usi come tecnica quella del chatbot (in effetti trattasi di tecnologia consolidata). Di sicuro ci pone davanti a riflessioni molto profonde circa il significato dell’intelligenza e la distinzione tra umani e macchine, non dissimili da quelle del primo “Blade Runner”.

Non parliamo di “Blade Runner” a caso. Hanson Robotics realizzò nel 2005 un robot con le fattezze di Philip Kindred Dick, autore di “Ma gli androidi sognano pecore elettriche”? da cui è tratto tale film.

Mostly Cloudy

24°C

Cuneo

Mostly Cloudy

Humidity: 67%

Wind: 11.27 km/h

  • 17 Aug 2018

    Thunderstorms 25°C 17°C

  • 18 Aug 2018

    Scattered Showers 26°C 16°C

Partly Cloudy

28°C

Nizza

Partly Cloudy

Humidity: 57%

Wind: 11.27 km/h

  • 17 Aug 2018

    Thunderstorms 28°C 23°C

  • 18 Aug 2018

    Scattered Showers 28°C 22°C